Metz, possiamo dire che:

"la realtà suppone la presenza, che è una situazione privilegiata rispetto a due parametri, lo spazio e il tempo; è pienamente reale soltanto l'hic et nunc. Ora, il racconto, con la sua stessa apparizione, provoca o la defezione del nunc (racconti di vita corrente) o quella dell'hic (servizi "in diretta" della televisione), e più spesso quella di entrambi (cinegiornali, narrazioni storiche ecc.). Un racconto non può mai essere percepito come tale se non fino a quando c'è un margine, anche infimo, che lo separa dalla pienezza dell'hic et nunc".

Nessun commento: