Hegel neha dato nella Fenomenologia dello spirito (➔) (1807). In quest’opera si insiste sul carattere mistico e contemplativo dell’a. b.; essa è la soggettività elevata all’universalità, incapace tuttavia di uscire da sé stessa, e di trasformare, attraverso la propria azione, il proprio pensiero in essere. L’ a. b. è «questa fuga davanti al destino, questo rifiuto dell’azione nel mondo, rifiuto che porta alla perdita di sé». L’ a. b. è quindi pura e incontaminata, ma completamente incapace di agire nel mondo, e di influire sul suo corso con il proprio impegno e con la propria operosità.

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