Se accade che due elementi opposti appartenenti ad una stessa categoria sono presenti all’interno dello stesso testo (per esempio, una storia che contrappone il bene al male o la vicinanza di due fonemi che si oppongono per qualche tratto distintivo) si parla di contrasto.
Un sistema semi-simbolico può, innanzitutto, reggersi sia su una singola categoria dell’espressione, sia su più categorie. Ci può essere, infatti, una vera e propria ridondanza, in quanto più categorie (per es., di forma, colore, tecnica, ecc.) possono, sostitutivamente o contemporaneamente, entrare nel sistema semi-simbolico.
il sistema semi-simbolico può riguardare diverse sostanze dell’espressione:sistema semi-simbolico visivo, un sistema semi-simbolico sonoro e così via.
FARE IN CONTI CON LE CATEGORIE CONCETTUALI MODERNE anche nell'analisi delle fonti antiche
più complesso per le forme arcaiche
(Qui fra l'altro Nietzsche sembra avvalorare l'ipotesi che sia l'interno istinto di conservazione, in interazione evolutiva con l'esterno, a dirigere la formazione delle categorie mentali che ci fan conoscere un determinato tipo di mondo esterno: quello utile alla nostra vita)
«L'intero apparato conoscitivo è un apparato di astrazione e semplificazione - non diretto alla conoscenza, bensì al dominio delle cose»
Categorie della ragione «Queste ultime potrebbero aver fatto, fra molto palpare e tastare intorno, buona prova per una loro relativa utilità... Da allora in poi valsero come a priori, come al di là dell'esperienza, come non rigettabili.... E tuttavia esse forse non esprimono se non un determinato finalismo di razza e di specie. Solo la loro utilità è la loro verità.» (14[105] Frammenti postumi 1888/1889 - Adelphi) Sulla gnoseologia «Dietro l'evoluzione degli organi conoscitivi sta come motivo l'utilità della conservazione, non un qualunque bisogno astratto-teorico di non venire ingannati.»
Se l’albero impone il verbo essere, ossia la metafisica (od ontologia) alla base delle categorie di pensiero occidentale, dai presocratici agli analitici, il rizoma ha per tessuto connettivo la congiunzione molteplice: “e… e… e…”.
quale si fondano i processi di (ri)semantizzazione: “La semantizzazione di tipo plastico non si radica
in elementi o categorie (linee, colori, relazioni topologiche) che ‘consustanzialmente’ si differenziano
dal livello figurativo, ma in una resistenza localmente assunta da ciò che viene pertinentizzato come
dell’ordine dell’espressione ad articolarsi immediatamente con contenuti figurativi” (Basso 2003b, p.
322). Il valore di un testo è anche la misura di questa resistenza avvertita o ricostituita dall’analisi
.In filosofia, concetto generale o forma del conoscere sotto cui si può accogliere o interpretare ogni realtà.
La categorizzazione dei concetti
La categorizzazione è un topico centrale nella psicologia cognitiva, nella linguistica, e nella filosofia, ma è cruciale proprio nell’apprendimento. La categorizzazione dei concetti permette al discente di classificare (o riconoscere la classificazione) di oggetti o concetti che appartengono ad un gruppo. Questa caratteristica accelera il processo di pensiero, favorisce la percezione selettiva immediata (trattandosi di una presentazione grafica) e facilita la generalizzazione* e l'apprendimento.
Le categorie concettuali sono concetti di ordine superiore, ed esprimono il ruolo specifico dei concetti nei loro contesti, e nelle mappe concettuali sono elementi visivi rilevanti all’analisi, anche di effetto subliminale. Data una categoria, quali sono le caratteristiche e attributi di tutti gli oggetti che le appartengono?
La categorizzazione, insieme all’elaborazione e al ragionamento analogico, ha un ruolo speciale nell’inferenza dell’informazione non esplicitata, ma che il discente può evincere da quello che ha visto o sentito.
La categorizzazione dei concetti:
è una strategia informativa (gli esseri umani sono principalmente elaboratori d’informazione);
è un modo utile per considerare le cose in modo includente e generale e ciò nonostante ancora essere in grado di riconoscere le differenze tra di esse;
ha un effetto di economia cognitiva, nel riferimento di attributi comuni ad oggetti diversi;
ha un ruolo nel funzionamento della memoria umana, nell’immagazzinamento semplificato dell’informazione;
include l’elaborazione degli stimoli, l’attivazione della costruzione;
è anche una risposta al sovraccarico informativo.
Allo stesso tempo la categorizzazione è un processo di attivazione della conoscenza e della sua costruzione. Anche i tipi di relazionepossono essere categorizzati.ù
Ogni oggetto o evento ambientale presenta numerosi attributi relativi a qualità formali o funzionali.
La nostra mente sarebbe completamente sopraffatta se, sin dalle prime fasi dello sviluppo, non potesse iniziare ad organizzare questo mare di stimolazioni entro schemi, progressivamente sempre più articolati e complessi, attraverso i quali gestire un rapporto con l’ambiente materiale e relazionale.
Alla base dello sviluppo di tutti i processi psicologici e cognitivi, quindi, c’è la capacità di operare sugli stimoli per organizzarli in categorie. Tale processo avviene sulla base di regole che evolvono con lo sviluppo.
I processi di categorizzazione si realizzano dapprima sulla base di processi di associazione analogica di caratteristiche o attributi, quando il pensiero è ancora illogico in alcuni aspetti. Solo a partire dai 6-7 anni con lo sviluppo del pensiero operatorio concreto, le regole per i processi di categorizzazione sono dettate dai principi della logica.
Le categorie di eventi create sulla base di processi di analisi logica sono, invece, definite dalla presenza di determinati attributi, i quali stabiliscono i criteri di inclusione e di esclusione degli eventi. Tali attributi sono individuati, però, al termine di una serie di processi cognitivi, quali la discriminazione, l’analisi, l’astrazione.
Il processo di concettualizzazione riguarda sia gli elementi del mondo naturale e sociale, sia le relazioni tra di essi (relazioni spaziali, temporali, di causa-effetto, di appartenenza, ecc.).
Ogni concettualizzazione implica sempre una semplificazione della realtà e quindi una perdita di informazioni. Inoltre è sempre riferita ad uncontesto semantico (giappone), ossia ha valore solo entro il contesto degli eventi di cui l’individuo ha avuto esperienza.
Per questo la conoscenza elaborata da ciascuno è sempre relativa, ma pur sempre oggettiva, logica e condivisibile.
Il processo di categorizzazione logica si sviluppa entro un sistema caratterizzato da una dimensione verticale e una dimensione orizzontale.Mentre il pensiero laterale crea categorie prevalentemente formate in base a processi di associazione analogica(dc vhs), il pensiero verticale crea categorie concettuali e relazionali definite in base a principi di analisi logica (mobile sedia sedia dondolo)Nel pensiero della vita quotidiana, spesso può capitare di mescolare le due forme di pensiero, per cui a forme corrette di ragionamento sillogistico può seguire una generalizzazione indebita, come negli stereotipi.
Le categorie logiche costituiscono i denominatori comuni di gruppi più o meno vasti di oggetti o di relazioni, caratterizzati da una variabilità interindividuale più o meno alta. Gli oggetti e le relazioni si definiscono proprio grazie alle categorie logiche di appartenenza.
Attraverso il riferimento ad esse, oggetti e relazioni possono essere oggetto di comunicazione cognitiva tra più soggetti che, condividendo la conoscenza di tali categorie logiche, possono interpretare il significato della comunicazione.
concetto di gatto e categorie e relazioni fra categorie che lo costituiscono insime ad attributi esempi causeffetto partetutto contestualità spaziotemporali . avere una funzion o essere categorizzati
La concettualizzazione è una prospettiva astratta e semplificata della conoscenza che abbiamo del "mondo", e che per qualche ragione vogliamo rappresentare. Questa rappresentazione è la nostra conoscenza del “mondo”, nella quale ogni concetto vieneespresso in termini di relazioni verbali con altri concetti e con i suoi esempi “del mondo reale” (relazioni di attributo, ecc., non necessariamente gerarchiche), e con relazioni gerarchiche (la categorizzazione, o assegnazione dell’oggetto ad una categoria) multiple (l’oggetto appartiene a diverse gerarchie contemporaneamente, il che toglie totalmente l’aspetto esclusivamente gerarchico alla concettualizzazione).
Concettualizzare, pertanto, può essere inteso come “lo sviluppo o costruzione di idee astratte dall’esperienza: la nostra comprensione cosciente (non necessariamente vera) del mondo”.
Una mappa concettuale (o rete semantica) o una base di conoscenza, o un’ontologia (tutte associazioni logiche ecognitive di dati), sono espressioni concrete, esplicite (gestibili anche dai computer) della concettualizzazione.
Categorizzare
Categorizzare
Concettualizzare
Questo tipo di conoscenza è classificato come “conoscenza dichiarativa”, perché viene espressa in termini proposizionali: concetto
Questo tipo di organizzazione (qui sufficientemente semplificata) è alla base di qualunque modello o paradigma di rappresentazione della conoscenza.
Apprendere (o “conoscere”, o scoprire) è stabilire relazioni verbali tra concetti
NECESSITà ORGANIZZARE GLI STIMOLI IN CATEGORIE, inizialmente per associazione analogica, poi di analisi logica
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I tipi di concetto
In una mappa concettuale, la rappresentazione della conoscenza si realizza attraverso le relazioni (con i suoi tipi di relazione), i tipi di concetto e la connettività generale della mappa. I tipi di concetto in Knowledge Master sono categorie, categorie concettuali; la categorizzazione è uno dei principi fondamentali della psicologia cognitiva. Comprendere diventa difficile senza categorizzare.
Mentre il tipo di relazione determina quale è la relazione tra due concetti, il tipo di concetto esplicita il ruolo particolare di un concetto specifico (o di un insieme di concetti) nel suo contesto concettuale, nell’argomento rappresentato nella mappa.
Il tipo di concetto esplicita, per esempio, l’appartenenza del concetto ad una certa tassonomia generale o funzione fisica, sociale, o filosofica.
la potenza percettiva della mappa, consentendo una maggiore soddisfazione del bisogno cognitivo.
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