se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo,
vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri
piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da
parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli ed i suoi amici formano
per lui tutta la specie umana. (…) Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e
tutelare, che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. E’
assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite. Rassomiglierebbe
all’autorità paterna se, come essa, avesse lo scopo di preparare gli uomini alla
virilità, mentre cerca invece di fissarli irrevocabilmente all’infanzia, ama che i
cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi. Lavora volentieri al loro
benessere, ma vuole esserne l’unico agente e regolatore; provvede alla loro
sicurezza e ad assicurare i loro bisogni, facilita i loro piaceri, tratta i loro principali
affari, dirige le loro industrie, regola le loro successioni, divide le loro eredità; non
potrebbe esso togliere interamente loro la fatica di pensare e la pena di vivere?
Tocqueville
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