Io cerco di delineare le nuove fattezze sotto le quali il dispotismo si può presentare nel mondo. La prima cosa che colpisce l'osservatore è una moltitudine innumerevole di uomini, tutti eguali e somiglianti, che cercano senza posa di procurarsi piccoli e meschini piaceri di cui saziano le loro vite. Ognuno di essi vive per conto suo e non si interessa affatto alla sorte degli altri; i suoi figli ed i suoi amici personali costituiscono per lui tutta l'umanità. Per quanto riguarda i suoi concittadini, li ha vicini ma non li vede, li tocca ma non li sente: egli esiste solo in se stesso e per se stesso; e se è vero che gli restano i suoi congiunti, ha però perduto il suo paese.
Al di sopra di questa razza di uomini sta un potere immenso e tutelare, che si incarica di assicurare loro gratificazioni che desiderano e di vegliare sulla loro sorte. Questo potere è assoluto, pignolo, metodico, previdente e mite. Esso potrebbe assomigliare all'autorità di un genitore se, come questa autorità, avesse come scopo quello di tirar su degli individui maturi, ma, al contrario, esso cerca di tenerli in una perpetua infanzia, ed è ben lieto che la gente faccia di tutto per essere allegra, purché però non pensi altro che a questo.
Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, dal capitolo “L’individualismo nei Paesi democratici”

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