La tipica capacità umana di pensare un essere supremo inanimato è stata probabilmente favorita dall’attività onirica. Il “Mondo dei Sogni” infatti potrebbe essere stato interpretato dai primi esseri umani come una realtà a parte rispetto a quella sensibile, diversa da questa, ma non meno reale. A conferma di questa idea, notiamo che nel modo di pensare religioso i sogni, spesso, sono stati interpretati come una forma di comunicazione con il divino.

Ciò che è stato esposto nei precedenti paragrafi è il processo mediante il quale il concetto di un Essere Divino emerse fra i primi esseri umani che furono coscienti della propria mortalità e tentarono di darne una spiegazione. Le concezioni del divino e del sacro sono [adesso] canalizzate e plasmate dalle strutture religiose e sociali in cui ogni individuo vive ed è educato. Inoltre dovrebbe essere ricordato che solo il Neocortex è capace di pensiero critico-razionale: l’R-complex ed il sistema limbico tendono a sistemi di credenza irrazionali.

I riti iniziatici avvengono in età particolari (critiche) dello sviluppo individuale, con un coinvolgimento emotivo Essi operano soprattutto sul Sistema Limbico e sull’R-complex. Il Sistema Limbico fornisce gli ingredienti per la forte sensazione affettiva di convinzione attaccata alle credenze, mentre l’R-complex è la sede dell’imprinting.

Le esperienze emozionali ripetute e le forze ambientali favoriscono l’impriting, fino a far diventare le credenze religiose, come quelle riguardanti l’esistenza di un essere potente sovrannaturale [ma soprattutto le sue supposte volontà], forti e ben radicate.

In particolari circostanze storiche poi una religione può essere accompagnata, o sostituita, da una “ideologia totalizzante”, una ideologia cioè che assegna un fine metafisico all’Uomo e alla Storia. Tali ideologie coinvolgono organizzazioni, credenze e rituali che sono simili, almeno strutturalmente, a quelli della religione.

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