Il pensiero magico, come riportato sopra, è una forma di pensiero che prende origine dalle connessioni temporali tra i fenomeni e stabilisce connessioni irrazionali. Esso è presente in vario grado tra gli esseri umani e si manifesta come superstizioni, credenze astrologiche, rituali minori e alcune innocue fobie. In un certo numero di individui esso può peggiorare e manifestarsi con ossessioni e coazioni.

Secondo il DSM III (1987) le prime sono idee ricorrenti e persistenti, immagini di impulsi che non sono avvertiti come prodotti volontariamente, ma piuttosto come pensieri estranei che invadono la coscienza e come idee senza senso o disgustose. …Si fanno sforzi per sopprimerli. … Le coazioni sono comportamenti ripetitivi e apparentemente indirizzati che sono eseguiti in conformità a determinati rituali ed in modo stereotipato. Il comportamento non è fine a se stesso, ma inteso a produrre o prevenire qualche evento o situazione nel futuro. Tuttavia, il comportamento non è realisticamente connesso con ciò che si vuole produrre o prevenire, o può essere chiaramente eccessivo. (Gli individui civilizzati attuali normalmente riconoscono l’insensatezza di tali comportamenti, anche se la loro attuazione produce un certo rilassamento, ma … cosa avveniva nei primi esseri umani?)


Secondo il modello di MacLean le ossessioni sono pensieri prodotti dall’R-complex che irrompono nel Neocortex e si manifestano a livello cosciente: il paziente li avverte come estranei perché l’R-complex manifesta i suoi pensieri senza un adeguato controllo neocorticale o limbico. La mancanza di integrazione delle funzioni del cervello trino fa sì che l’individuo avverta qualcosa di estraneo all’interno del suo pensiero e che è indipendente dalla sua volontà.
La ripetitività e la rigidità comportamentale delle coazioni sono chiaramente tipiche dell’R-complex, come detto sopra.
Rapoport (1989) ha localizzato nei gangli basali (R-complex) la sede del disturbo ossessivo-coatto (obsessive-compulsive disorder, OCD), ed ha osservato in essi una riduzione del tono serotoninergico: i farmaci che aumentano la permanenza della serotonina a livello sinaptico sono attualmente quelli che meglio curano tale disturbo.

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