L’Homo sapiens percepisce l’evento della morte.
Nel Neocortex si ha la presa di coscienza della mortalità come destino ineluttabile, e nello stesso tempo essa è avvertita come violenza.
Il Sistema Limbico recepisce questa coscienza e la trasforma in stimolo emozionale verso gli altri due cerebrotipi; nello stesso tempo la sua azione inibitoria sull’R-complex diminuisce.
Per l’R-complex, la violenza è attuata da un individuo dominante. Le strutture neocorticali che presiedono alle funzioni di ricerca dei rapporti causa-effetto dei fenomeni individuano nell’idea di capo-branco, originata dalle strutture gerarchizzanti presenti nell’R-com-plex, l’agente della violenza mortale che viene esercitata sull’Uomo, e si ha quindi:

la formazione dell’idea di un “Essere dall’immensa potenza”.
Le strutture neocorticali che organizzano il pensiero, in rapporto alle condizioni sociali e ambientali (7a), costruiscono (7b) un insieme di miti volti a spiegare i rapporti tra l’Uomo e la Divinità (in primo luogo la ragione della violenza mortale infitta da quest’ultima) e di rituali, che permettano di stabilire una relazione comunicativa tra l’Uomo e l’”Essere Potente” (o gli “Esseri potenti”). (Siccome l’invisibile “Essere Potente” è il “capo” degli esseri umani, egli deve essere simile a loro, ovvero, reciprocamente, gli esseri umani devono essere simili a lui, e così anche gli esseri umani devono avere una parte invisibile, l’anima).

Nessun commento: