traccia. La ripiegatura dell’imene, sospesa tra l’interno e l’esterno dell’antro, gioca tra due presenti che non hanno luogo che come una spaziatura che non è nulla: «Iato mascherato, impalpabile e non sostanziale, interposto, intromesso»:

Lo specchio non è mai oltrepassato e il ghiaccio mai spezzato. [...] Ai bordi dell’essere, il medium dell’imene non diventa mai una mediazione o un travaglio del negativo, esso elude tutte le ontologie, tutti i filosofemi, le dialettiche di tutti i bordi. Li elude, come ambiente e come tessuto, li avvolge, li rigira e li inscrive.34

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