Il “gioco dell’imene” mette in scacco l’essere, lo mette in disparte (écarter); non è né l’uno né l’altro, ma il tra che sta sospeso, ove nulla accade.Questo gioco implica un’indecidibiltà strutturale
il Mimo allude al fondo di un terzo non dialettizzabile.
Ciò che vale per “imene” vale, mutatis mutandis, per tutti i segni che, come pharmakon, supplemento, dif-ferenza e alcuni altri, hanno un valore doppio contraddittorio, indecidibile
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