Ora Deleuze afferma che questo non-senso è la radice di ogni senso, se siamo d'accordo che il senso non si esaurisce in qualcosa che si manifesta, in qualcosa che si designa o che si significa, come se, insomma, da una parte o dall'altra dell'atto di coscienza o conoscenza ci fossero stabili sponde alle quali appoggiarsi e rivolgersi: come se, in altri termini, tutta la questione del senso si lasciasse prendere in una scena fenomenologica assicurata, a riva, da un polo noetico, e garantita, nel mare dell'esperienza del mondo circostante, da un oggetto noematico, l'io e l'oggetto qualunque = x. Deleuze osserva che non disponiamo di questa presa, anche se ogni volta ci comportiamo come se essa fosse alla nostra portata.
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