Con il termine 'topologico' Deleuze intende indicarci, sfruttando ancora il senso comune di un sapere scientifico, questa diversità: non solo spazio ormai mancante di un centro soggettivo, di un orientamento a partire da un io, ma anche (e perciò) luogo della duplicità, dove la direzione è sempre almeno doppia e dove non è più possibile segnare il confine tra dentro e fuori sul modello dell'opposizione tra sopra e sotto. L'interno e l'esterno, rapporto che modifica in modo decisivo quello normale tra sopra e sotto (superficie e fondo), si coappartengono senza escludersi e senza identificarsi, ed è proprio il loro modo di stare assieme (sintesi disgiuntiva, per dirla con Deleuze, o, più tardi,agencement, concatenamento) che garantisce la distinzione.
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