Benché inibito dal Sistema Limbico, l’R-complex del cervello umano manteneva (e mantiene) le strutture e le funzioni gerarchizzanti di dominanza-sottomissione che determinano la sottomissione ai capi. Poiché l’elaborazione neocorticale del concetto di un “Essere dall’immensa potenza” non può che essere suscitata, secondo il modello di MacLean, da un’azione dell’R-complex sul Neocortex, si deve pensare che in un particolare periodo della evoluzione umana tale struttura nervosa è stata temporaneamente liberata dal controllo inibitorio del Sistema Limbico, presumibilmente in seguito ad uno stimolo, che, causando un trauma psichico, abbia ridotto l’azione inibitrice del Sistema Limbico.
Noi possiamo supporre che tale stimolo traumatico sia stato causato nell’Uomo dall’acquisizione della coscienza della propria mortalità, perché il pensiero della morte potrebbe essere il più traumatico (secondo Chiarelli 1984, p. 303, “l’esperienza unica che accomuna tutti gli uomini è la morte. Probabilmente è questo il fattore unificante, la condizione mentale che ha condotto i più antichi esseri pensanti a sviluppare una dottrina dell’anima”).
L’Homo sapiens è l’unico animale che sappia di essere mortale [È l’unico che si rende conto che può morire senza che vi sia un animale nemico che lo stia assalendo o possa farlo].
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento