Al dimorfismo dell’Australopithecus afarensis (vissuto circa tre milioni di anni fa) abbiano correlato una socialità basata sulla figura del capo-branco assoluto (SM). Alla mancanza di dimorfismo (soprattutto dei canini) delle specie seguenti (in particolare da Homo rudolfensis/habilis in poi, cioè da circa due milioni di anni) è invece correlabile una socialità tendenzialmente monogama [con maschi tolleranti e collaborativi]. (“Tendenzialmente monogama” perché l’Homo sapiens ha prodotto diversi tipi di sistemi matrimoniali, ma ogni volta che sono comparse circostanze ambientali o sociali favorevoli c’è stata la ricomparsa, almeno in parte, di una socialità stile ‘singolo maschio’, con poliginia legale o tollerata).

Poiché i comportamenti religiosi sono caratterizzati dalla sottomissione ad un individuo dominatore, è verosimile che essi siano almeno in parte espressione di una socialità basata sul capo-branco assoluto, che, secondo il modello di MacLean (1973a), ha il suo fondamento neurologico nelle strutture “gerarchizzanti” dell’ R-complex. (D’altra parte, un individuo dominante non potrebbe essere concepito da un cervello che non fosse preparato a concepire le relazioni individuali come gerarchiche).

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