Già Deleuze pensava l’evento come l’avvenire d’una vecchia ferita. Derrida coglie però nell’evento una spettralità strutturale: l’evento può avenire perché già da sempre venuto, torna dall’inattuale come lo spettro (revenant) dell’origine dispersa e irrisalibile, torna senza lasciarsi intravedere, per rilanciarsi altrove; torna precisamente contro-effettuandosi. Il divenire deve restare un’ora perpetuo salvato allo scorrimento del tempo storico e l’evento deve permanere in un non accadere effettivo che si ripiega e si ripete, si rimanda e si ritarda costruendo il campo della “potenzialità im-potente” da cui i concetti vengono riattivati.
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