dell’Aperto come della contrada cui l’uomo è affidato dalla contrada stessa; solo in essa egli può pensare, ovvero nell’abbandono, in quello stare in attesa che «è proprio un soggiornare in questo “tra” (Zwischen)».70 Il pensiero rammemorante cui Heidegger allude in queste pagine è possibile solo nell’abitare questo tra, l’intervallo e il frammezzo del Geviert che nell’unione che interseca i quattro (divini-umani-cielo-terra) elide l’essere inteso onticamente e lo svela nella sua persistenza di spaziamento auto-ritraentesi, come il Ni-ente che offre lo spazio dei luoghi.

Nessun commento: