Uno dei primi effetti della risalita di Alice alla superficie è lo smarrimento della propria identità. Si chiede turbata: "chi sono io?". Perdita della direzione e perdita dell'identità: sono effetti sufficienti a caratterizzare come non-senso questo mondo che dovremmo guadagnarci. Ma qui il non-senso o i paradossi del senso non sono il limite ultimo al quale possiamo arretrare, la soglia, pur mobile, oltre la quale sprofonderemmo nell'abisso del caos o saremmo presi dal mutismo dell'indicibile. Tutto al contrario: questo non-senso è finalmente un inizio, attorno al quale un altro pensiero deve mettersi al lavoro, e può farlo. In altre parole: questo non-senso si può (e si deve) dire, grazie ad esso possiamo (e dovremmo) agire nel mondo.

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