Tutto potrebbe cominciare con una balbuzie, quella effettiva di Carroll per esempio, o quella in cui ciascuno di noi potrebbe paradossalmente esercitarsi: sì, c'è un legame importante tra il balbettare dell'autore e le "parole esoteriche" o le parole-bauli della sua opera, c'è un processo di rallentamento e condensazione, un'elaborazione dell'instabilità, un raddoppiamento del difetto, l'umorismo di un io che riesce a spiazzarsi mimando se stesso, contro-effettuandosi. Un linguaggio che si rende minore, che progetta di essere minorato anziché correggersi nell'ortopedia linguistica del senso buono.
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