L'esempio topologico del nastro di Moebius (caro anche a Lacan), che ci dà visivamente l'idea di un correre sulla superficie passando dall'esterno all'interno o dall'interno all'esterno senza bisogno di presupporre né un sotto né un sopra, anzi neutralizzando questa verticalità, aiuta Deleuze e anche noi a capire cosa Deleuze intende per senso. Ma non basta: è un esempio ancora troppo formale e rigido. Il senso, questo "vapore che si alza alla frontiera", corrisponde all'evento, e l'evento, se pure ha da caratterizzare un inusitato campo trascendentale, per quanto neutro, impassibile, gioco puro senza vincitori né vinti, tuttavia è sempre qualcosa di singolare; per quanto assomigli all"'oggetto eterno" di cui parlava Whitehead (ecco un'altra intensa parentela di Deleuze, poco dichiarata), è sempre un evento singolo, un 'questo', e intrattiene con i corpi un legame decisivo.

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