Fra i nomi che Derrida lascerà lavorare nella “destinerranza dello spazioso” decostruente (traccia, terzo, resto, differenza, margine, tra, spaziatura) ognuno ripete e ri-aggiorna l’innominabile frammezzo, lo spazio dell’evenemenziale, la potenzialità im-potente e in-attuale che torna spettralmente ad inquietare il sistema.
jahvè
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