Abbiamo prima fatto cenno alla chora, il terzo genere oscuro che Platone, nel Timeo, consigliava di approcciare in un loghismo noto, un discorso bastardo e trasversale, onirico, infedele alla logica tradizionale. Della chora non si può parlare, la si può solo indicare denegandola in una allusione perpetua, lasciarla schiudersi senza luogo; ma chora è anche chiamata, nell’occorrenza platonica, come un setaccio.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento