relativizzano l’antropocentrismo occidentale in favore di un’ibridazione con l’alterità non-umana e sottraggono terreno alle dicotomie su cui si fonda il pensiero moderno. Spunti teorici migrano a impregnare le concezioni di mostre di rilievo internazionale. Tradotti in formulazioni più accessibili, più o meno semplificati e schematici, accompagnano un’arte che di tali riflessioni si vuole sintomo estetico. Da quale punto di vista è però possibile rimettere in questione il paradigma del moderno, e come trovarne formulazioni visive? Le mostre espongono, e si espongono, non solo al rischio di impoverire la teoria nel processo di popolarizzazione, ma di renderne l’arte inesatta illustrazione.
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