Questo ideale politico di una universale legge razionale che ha ormai unito quello che nel cosmopolitismo sofistico era diviso tra νόμοϚ e ϕύσιϚ, arriva integralmente nella cultura romana di Cicerone, che lo mescola a un principio utilitaristico («Patria est ubicumque est bene», La patria è ovunque vi sia il bene) di Seneca, fino a quella di Marco Aurelio che pensa alla possibilità di realizzare l'Impero come una patria universale:
« In quanto Antonino il mio Stato e la mia patria è Roma in quanto uomo è il mondo. »



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