quella dimensione performativa di una trasmissione del sapere specifica dell’arte: attivazione processuale, sensoriale dell’apprendimento e del pensiero. È attraverso l’esaltazione di questa specificità, mettendo in luce le qualità mediali – plastiche, visive – dei lavori, che si riesce a contrastare una subordinazione dell’arte alla teoria e a conservarne l’indipendenza come presupposto fondamentale per ogni interazione interdisciplinare.
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