Come già a proposito dell'interazione tra asse verticale (forma) e asse orizzontale (comparazione)


Trubeckoj sostiene che proprio la tesi saussuriana dell'interdipendenza sistemica dovrebbe far ritenere che "il passaggio da uno stato di lingua a un altro non può essere effettuato da cambiamenti isolati privi di senso" (ibid., p. 483). Per Trubeckoj le caratteristiche del sistema interessano anche il mutamento: ogni sistema appare in movimento, e a sua volta il mutamento cessa di ridursi a una serie di eventi accidentali, assumendo invece caratteristiche strutturali, in quanto organizzato e incanalato da "leggi di struttura generali, che escludono certe combinazioni e ne favoriscono altre".


"problema dei mutamenti di struttura" e quello della "struttura dei mutamenti"

Si tratta di un potenziamento del programma strutturalistico, in quanto ogni struttura va intesa non soltanto come un assetto sincronico, ma anche come dotata di un certo numero di "possibilità d'evoluzione" (ibid., p. 97). Se in una prospettiva sincronica il sistema appare refrattario e chiuso ai mutamenti, in una prospettiva diacronica esso risulta invece aperto a un certo numero di possibilità di mutamento. L'analisi strutturale di un sistema consente di stabilire la rosa delle possibilità di mutamento che caratterizzano dall'interno una data struttura. Per questo lo strutturalismo di Jakobson si presenta come una teoria del processo storico. Lo stesso programma di stabilire positivamente le "possibilità strutturali" comporta però anche il riconoscimento di un fattore di contingenza irriducibile, espresso dalla nozione di "scelta".

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