Anche Claude Lévi-Strauss prende le distanze da Radcliffe-Brown: "Non è la comparazione a fondare la generalizzazione, ma il contrario" (v. Lévi-Strauss, 1958; tr. it., p. 33). Non è dai casi via via accumulati, non è dall'"astrazione mediante confronto di esempi" (v. Radcliffe-Brown, 1952, p. 104), che si può giungere alla determinazione delle strutture. Per Lévi-Strauss le strutture non sono nemmeno realtà empiricamente osservabili, da cui partire per una generalizzazione progressiva: le strutture consistono invece nelle relazioni che collegano forme e istituzioni collocate nei più svariati contesti etnografici. In altre parole, le strutture non sono individualità storiche; esse si dispongono trasversalmente rispetto ai sistemi locali.

Un qualunque sistema locale (di parentela, matrimoniale o cosmologico) ha una struttura, ma essa non è il suo principio individuante. Più propriamente non è il sistema locale che possiede una struttura; al contrario, il sistema locale appartiene alla struttura, ossia all'insieme delle possibilità strutturali di cui il sistema è soltanto una realizzazione particolare, una variazione tra altre. Per comprendere il sistema nella sua stessa particolarità occorre ricostituire questo fascio di possibilità generali. Ciò non significa negare la coesione interna di un sistema locale: significa negare invece la sua priorità esplicativa.


Nessun commento: