spiegazione finisce così col risiedere in un 'altrove' rispetto al sistema locale, poiché è data dalle differenze, non dalle identità.

Scoprire due sistemi identici lascia intatto il problema della spiegazione, la quale invece coincide con le regole di trasformazione che consentono di passare da un sistema a un altro.

Non si comprende un sistema fino a che non si rilevano sistemi differenti e financo opposti e non li si collegano con nessi trasformativi.

non si tratta di svelare chi è l'uomo, bensì di ricostruire "il sistema delle differenze" con cui coincide l'umanità

l'uomo o meglio gli uomini sono le loro 'differenze'. Tuttavia queste differenze - contrariamente a quanto sostengono le varie forme di relativismo - sono collegabili tra loro, e l'antropologia non si configura quindi come un sapere che si limiti a osservare differenze e peculiarità, lasciandole nei loro contesti locali: si configura invece come un'esplorazione che attraversa le differenze facendole confluire in un sistema generale.

Lo strutturalismo di Lévi-Strauss aiuta così l'antropologia a raggiungere il piano dell'universalità; ma l'universalità di cui si tratta è costituita non da identità (elementi che si ripetono costanti nel tempo e nello spazio), bensì da un insieme di differenze e di trasformazioni che consentono di passare dalle une alle altre.


Nessun commento: