Se in una prospettiva sincronica il sistema appare refrattario e chiuso ai mutamenti, in una prospettiva diacronica esso risulta invece aperto a un certo numero di possibilità di mutamento. L'analisi strutturale di un sistema consente di stabilire la rosa delle possibilità di mutamento che caratterizzano dall'interno una data struttura. Per questo lo strutturalismo di Jakobson si presenta come una teoria del processo storico. Lo stesso programma di stabilire positivamente le "possibilità strutturali" comporta però anche il riconoscimento di un fattore di contingenza irriducibile, espresso dalla nozione di "scelta". Lo strutturalismo non è in grado di rendere conto della "scelta della via seguita nel caso di un crocevia fonologico" (p. 96), ovvero di predire la direzione assunta dal mutamento: per fare ciò occorrerebbe estendere l'analisi ad altri piani, interni ed esterni.

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