L'inerpicarsi lungo l'asse verticale (generalizzazione), abbandonando l'asse orizzontale (esplorazione della molteplicità), ha consentito l'acquisizione di notevoli risultati teorici; ma la formalizzazione della lingua e la priorità conferita all'asse verticale implicano indubbiamente un "prezzo" - a scapito della "realtà concreta fisica e fenomenologica", della "vita", delle "fluttuazioni" e delle "sfumature" - di cui Hjelmslev (v., 1943; tr. it., p. 135) era ben consapevole.

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