Il tempo comincia a "trasformarsi" in spazio
La conclusione è che, secondo Hartle e Hawking, non c'è nessuna origine dell'universo. Tuttavia, questo non significa che l'universo abbia un'età infinita: il tempo è limitato nel passato, ma come tale non ha un confine. Così secoli di travaglio filosofico sui paradossi del tempo infinito contro quello finito si concludono con una soluzione elegante. Hartle e Hawking riescono ingegnosamente a passare attraverso le corna di quel particolare dilemma. Per dirla con Hawking: "La condizione al contorno [boundary condition] dell'universo è che esso non ha un confine [boundary]".
Le implicazioni dell'universo di Hartle-Hawking per la teologia sono profonde, come osserva lo stesso Hawking: "Finché l'universo aveva un inizio, potevamo supporre che avesse un creatore. Ma se l'universo è completamente autosufficiente, senza un confine o un margine, non ha né un principio né una fine: semplicemente c'è. In tal caso, c'è ancora posto per un creatore?".

Questi recenti sviluppi scientifici sono in accordo con la dottrina cristiana della creazione ex nihilo? Come ho sottolineato più volte, la creazione dell'universo da parte di Dio non può essere considerata come un atto temporale, poiché essa comporta la creazione del tempo. Nella moderna visione cristiana, creazione ex nihilo significa mantenere l'universo sempre in esistenza. Nella moderna cosmologia scientifica non si dovrebbe più pensare àllo spazio-tempo come a qualcosa che "nasce". Si dice piuttosto che lo spazio-tempo (o l'universo) semplicemente esiste. "Questo schema non comprende un evento iniziale con uno status speciale", osserva il filosofo Wim Drees. Tutti i momenti hanno, quindi, una relazione simile con il Creatore."O 'ci sono sempre stati', come un fatto puro e semplice, oppure sono tutti ugualmente creati. È una caratteristica interessante di questa cosmologia quantistica che quella parte dell'idea di una creazione ex nihilo che era giudicata più sganciata dalla scienza, cioè il 'mantenimento' della creazione, può essere considerata la parte più naturale nel contesto della teoria". L'immagine di Dio evocata da questa teoria, tuttavia, è piuttosto lontana dal Dio cristiano del Ventesimo secolo. Drees nota una forte somiglianza con l'immagine panteistica di Dio adottata dal filosofo settecentesco Spinoza, secondo la quale l'universo fisico riflette aspetti dell'esistenza di Dio, quali l'essere "eterno" e "necessario".


la creazione "dal nulla" non si riferirebbe ad alcuna transizione temporale dal niente a qualche cosa, ma servirebbe soltanto a ricordarci che avrebbe potuto non esserci nulla piuttosto che qualche cosa.

Il formalismo matematico di Hartle-Hawking fornisce le probabilità che un universo particolare, con una organizzazione particolare della materia, esista in ciascun momento. Nel predire che c'è una probabilità diversa da zero per un particolare universo, si afferma che c e una possibilità ben definita che esso sarà realizzato. Alla creazione ex nihilo viene perciò data l'interpretazione concreta di "realizzazione di possibilità".

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