. I mores, infatti, sono usi e costumi (e per certi versi anche consuetudini) conseguiti per ottenere il bene dell'intera comunità e caratterizzati prima da elementi magico-pagani, poi dall'intervento sacerdotale: i sacerdoti, con le rivelazioni dei mores, conferirono a questi il classico carattere giuridico-religioso. Le consuetudines invece sono usi e costumi che il popolo segue come abitudine, non segnate da un carattere 'sacro' né custodite o attuate dall'ordine sacerdotale: si tratta, dunque, di atteggiamenti e principî non derivanti da usi ancestrali o antichi, ma di più recente formazione, nei quali è assente la componente religiosa e l'intervento sacerdotale.

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