Suiseki (in giapponese すいせき o 水石, letteralmente: "pietra lavorata dall'acqua") è l'arte giapponese di disporre pietre trovate in natura ed aventi un aspetto particolare in una maniera che sia gradevole e in grado di favorire la meditazione.




lingbi stone
scopo della terapia era di aiutare i pazienti a riorganizzare i loro sistemi interni, laddove il Sé ha una funzione di guida. La dialettica tra mondo esterno e mondo interno si complessificava in una visione batesoniana in cui il Sé si poteva collocare nei circuiti riflessivi che univano i diversi mondi interni ed esterni. Il 
scopo della terapia era di aiutare i pazienti a riorganizzare i loro sistemi interni, laddove il Sé ha una funzione di guida. La dialettica tra mondo esterno e mondo interno si complessificava in una visione batesoniana in cui il Sé si poteva collocare nei circuiti riflessivi che univano i diversi mondi interni ed esterni. Il 
L’attenzione era volta al cambiamento delle premesse epistemologiche (Bateson, 1972), della “visione del mondo” del cliente, al cambiamento della storia in cui il cliente era immerso. La tecnica terapeutica diventava quella dell’esplorazione, dell’empatia, dell’ascolto, del calore umano del terapeuta. 
Gli obiettivi della terapia non erano più i sintomi e i pattern comportamentali, ma le premesse epistemologiche e i sistemi di significato, si andava dal tempo presente ad una cornice di significato che comprendeva passato, presente e futuro. Il terapeuta doveva creare un contesto di deutero-apprendimento (di apprendimento ad apprendere, come intendeva Bateson) in cui il paziente avrebbe potuto trovare le proprie soluzioni
Nella prima fase, sovrapponibile a quella dell’MRI di Palo Alto, il modello era basato su una visione di casualità circolare, il sintomo persisteva all’interno di un contesto relazionale dove i tentativi di soluzione diventavano il problema e si trattava di rompere i pattern ripetitivi e rigidi cui il sintomo era connesso, l’attenzione era posta sugli aspetti pragmatici e comportamentali (si prescrivevano comportamenti per rompere altri comportamenti), sulla cibernetica di primo ordine. In quel periodo il gruppo di Milano ebbe il privilegio di avere la supervisione diretta di Paul Watzlawick.
 relazioni viste come sistemi di linguaggio e di significato.
La visione postmoderna in terapia sistemica accetta tutti i punti di vista, tutte le narrative, non giudica i punti di vista come migliori o peggiori in assoluto, perché non esiste una verità che abbia valore assoluto, ma esistono verità che hanno un valore e una validità locale, viene definita una visione contestuale della verità (Rosenau, 1992). Si passa dal costruttivismo al costruzionismo sociale, che pone in primo piano l’idea di relazioni, ma di relazioni viste come sistemi di linguaggio e di significato
L’osservatore faceva emergere i sistemi dallo sfondo, primo passo per la costruzione della realtà, che veniva co-costruita nel linguaggio attraverso il consenso. Il pensiero costruttivista di Maturana e Varela ebbe una notevole importanza nella cibernetica di secondo ordine e poneva l’accento sull’osservatore e sui suoi costrutti mentali. La conoscenza non era più oggettiva, ma diveniva una conoscenza costruita attraverso l’autoriflessività e i sistemi viventi assumevano le caratteristiche di sistemi autonomi e autorganizzantesi. L’uomo era considerato un sistema autonomo, ovvero autopoietico o autogenerantesi (Maturana e Varela, 19
L’osservatore faceva emergere i sistemi dallo sfondo, primo passo per la costruzione della realtà, che veniva co-costruita nel linguaggio attraverso il consenso. Il pensiero costruttivista di Maturana e Varela ebbe una notevole importanza nella cibernetica di secondo ordine e poneva l’accento sull’osservatore e sui suoi costrutti mentali. L