Mi ritrovavo ad
Ascoltare

Note nere e lontane

Non ne sapevo il motivo

Era pura follia
Possono
Talvolta cambiare
Le cose

Come i capelli sul viso
Di una cara ragazza
Un bicchier d'acqua
Un bicchiere
Di acqua

Solo come il mare
Navigare
Come svaniscono
Le gioie del tempo
Vento

Fili spezzati che
Legano vite spezzate

E corrono
Davanti alla vita

Sbiadire
In
Nuvole di tristezza
Artigiano prezioso,
L'orafo

Metallurgico incisore
Di stelle

Animo della fucina

Dove un dio vive e
Dannato mira
Dal suo core
Li occhi

E consumate e ricche dita di sporcizie
Annerite trapelano un ungola caduta
Come una eucarestia
Di artigiano
Ed ecco come tornare a piovere
Parole e
Speranze

Come uscire da una nuvola
Nera e
Volare ora fianco a
Fianco dei troppo immensi

Un gradino
Dopo l'altro sgretolerà la vita
Come frumento in sabbie
Sottilissime

E forse una padre
Accadrà
Nel mare
Come un lampo al ciel sereno
Tornando a sognare
Come scivola la
Luce da suoi occhi
Sino alle profondità di una mare immenso

Leggera montagna nel cielo,
Complessità di donna

Fiore che sboccia fra le carni

La mia fronte ti sposa e
Posa un orrizzonte di freschezza
Sulle tue timide membra

Oh recondito senso di
Dispersione è
Bellezza
Avevo visto la prepotenza
Di una spiga posata come
Neve

Innanzi al calice
Dei miei occhi
Nel continuo
Depositarsi
Del sole
L' uomo lavora ancora
Lungo la striscia
L'amara terra

Versa lacrime di indifferenza
Contenute nelle dolorose carni

Spesso straccia una bestemmia

E' l'uomo che lavora, e immenso
Come una spiga
Beve il sole del mezzogiorno