Come scivola la
Luce da suoi occhi
Sino alle profondità di una mare immenso

Leggera montagna nel cielo,
Complessità di donna

Fiore che sboccia fra le carni

La mia fronte ti sposa e
Posa un orrizzonte di freschezza
Sulle tue timide membra

Oh recondito senso di
Dispersione è
Bellezza
Avevo visto la prepotenza
Di una spiga posata come
Neve

Innanzi al calice
Dei miei occhi
Nel continuo
Depositarsi
Del sole
L' uomo lavora ancora
Lungo la striscia
L'amara terra

Versa lacrime di indifferenza
Contenute nelle dolorose carni

Spesso straccia una bestemmia

E' l'uomo che lavora, e immenso
Come una spiga
Beve il sole del mezzogiorno
A Luisa era morto il marito,
Gli rimaneva una foto e
Un figlio.
Poi la sua vita

Come carne secca
Luisa

Era bella e
Dimostrava più di cinquant'ànni

I suoi seni erano disfatti

E lei sapeva e
Godeva
Dignitosa sotto il peso
Del ventre sudicio
Che era la sua vita

Come una lascrima
Pendeva una dolce
Luisa
Mi erano apparse come poche
Figure misteriose attorno a un ferro
Rivolte sempre al muro sotto
Piccole finestre così
Lontane per sognare

Povera la vista del cielo quando
Sorgeva da una porta aperta in
Quello stagno di persone,
Insieme di macchie polverose

E se rivolgevano una nuova
Parola, li occhi seguivano le
Mani laboriose come forni

Poveri pugni di monete
Scavati nelle fosse degli occhi
Spesso per un solo bambino
Principe della loro vita

Continuavano a manipolare le cose
Mentre io come loro
Mi assopivo a strumento

Sentimento d'elezione

Come sono belli i barboni rossi
Senza gli occhiali neri
Occhi azzurri
Forse

Come sono belli e impossibili
Le loro camicie a quadri
Sporche dicono i
Fascisti

E qui i cavalli di bicicletta
Corrono felici

E' qui che non esiste il male
Le cravatte lo dicono
I cantautori lo cantano

E i fiori e le pistole
Fiori e pistole

La vita dentro una scatola
Di liquerizia rossa
Un tronfo alle tempie, ed
Ero zattera nel mare
Scossa come corde di pazza altalena

Dovetti sedermi di impegno
Per non cascare dal
Mal di esistere

Ero fermo e cadevo sempre

Profondo
Dove potevo andare
Fermo?
Membra stirate di fatica,
Contorte nella pruriginosa
Delicatezza dei tessuti

Sensibili alla careza di una madre
Come dolore
Lo sapeva il bello
Senza qualità
Alcuna

L'ora prima i svelarsi
Vuoto

Era bello da guardare e
Confondeva come polvere d'oro

Era solo
Noia
Ci si avvicina alla pelle
Col pensiero
La si sfiora
La noia
La

Scoperta di una segretissima
Porta

Nero pudore
Scala che vi poggia
Scorre di pioli rossi
Verso un bianco baglior

Utensile lucente
Fra le mie gambe

Paradiso
Breve