quando torna e come
dalle tempeste suona
la mia timida ipostasi
è radioso siero risorgivo e senziente
non sono ancora defunto
cara mamma
in lontananza la luce calda dal pannello elettrico della stufa
diffonde una solare percezione conica di tepore
si adagia così morbida educata sull'epidermide del libro
che penso sia naturale ora
esclusa una resistenza su tre del circuito elettrico
e la mia lettura è così fluida
familiare
come il sole nel bosco al
tramonto
diffonde una solare percezione conica di tepore
si adagia così morbida educata sull'epidermide del libro
che penso sia naturale ora
esclusa una resistenza su tre del circuito elettrico
e la mia lettura è così fluida
familiare
come il sole nel bosco al
tramonto
l'autorità radendo al suolo la libertà del boschetto
decideva, conferiva peso alle edere
ma prima ancora
castigava
castigava il suo corpo imprigionato
aveva compreso eternamente
e poteva odiare
l'ultimo spazio degli uomini schiantati
mai più nascondiglio delle fronde
mai più notturno
un area nella rete
un valore numerico
decideva, conferiva peso alle edere
ma prima ancora
castigava
castigava il suo corpo imprigionato
aveva compreso eternamente
e poteva odiare
l'ultimo spazio degli uomini schiantati
mai più nascondiglio delle fronde
mai più notturno
un area nella rete
un valore numerico
se siamo parte di un mondo che «deborda da noi», se il nostro io non è una sostanza pensante trasparente, ma una coscienza che sconfina nel mondo, rischiamo continuamente di perderci come soggetti, di farci risucchiare dalle cose, di dimenticare che non siamo oggetti, che il mondo non è qualcosa di fisso e immutabile, come le nostre abitudini ci convincono sempre a credere. La nostra vita è dunque soggetta a una drammatica alternanza fra i due poli del nostro essere; ora ci lasciamo prendere dalla passività e ci facciamo oggettivare, diventiamo degli «in sé», ora ci riscuotiamo, «riprendiamo» il senso della nostra soggettività, del nostro essere dei «per sé», e riscopriamo il vero senso del mondo, che è un farsi e una genesi incessante: questa riscoperta si esprime nello stupore di fronte al fatto che ogni giorno il mondo è, in un certo senso, di nuovo al suo mattino.
te personalmente di cosa sei affetto
di stelle
di latino
e oggi oggi dico di cosa sei
affannatissimo spettro e vento
dissennato
parlami
l'esigenza è di spezzarsi
il ricordo è l'orizzonte del tuo tramonto e
non so
quel che dico
sono dissennato e stanco
l'appetito del tempo
l'appetito del vento
tempo
vento
tempo
di stelle
di latino
e oggi oggi dico di cosa sei
affannatissimo spettro e vento
dissennato
parlami
l'esigenza è di spezzarsi
il ricordo è l'orizzonte del tuo tramonto e
non so
quel che dico
sono dissennato e stanco
l'appetito del tempo
l'appetito del vento
tempo
vento
tempo
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