Il Genio era raffigurato di solito come un serpente (in Cicerone[7], in Giulio Ossequente[8], nel larario della casa dei Vetti, a Pompei).




Il genius corrisponde al genètlion o daimon dei greci e ad altre figure mitiche di vario tipo, il cui culto era molto diffuso presso i popoli dell'antichità e che hanno sostanzialmente rappresentato le prime forme di quello che oggi è il culto degli angeli.

Per estensione, il termine genio è impiegato per indicare anche figure mitologiche minori presenti in varie tradizioni, spiritelli a carattere benevolo o malevolo, collegati alla natura e ad aspetti dell'esistenza (geni della foresta, dei fiumi, dell'amore, della fecondità, ecc.).

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