Leonard Susskind osservò che la teoria delle stringhe rafforza le basi del principio antropico. Tale teoria prevede un intero insieme di universi possibili, il multiverso. Solo gli universi che sono in grado di supportare la vita sono conoscibili, tutti gli altri rimangono al di fuori di qualsiasi possibilità di osservazione.
Steven Weinberg afferma che il principio antropico, applicato alla teoria delle stringhe, "può spiegare come mai le costanti di natura osservate assumono valori adatti alla vita, senza chiamare in causa un universo a taratura fine ed un creatore."
Successivamente Antonio Feoli e Salvatore Rampone argomentarono che la probabilità di sviluppo di vita intelligente sulla terra sono ancora minori di quanto stimato da Carter e perciò l'enorme dimensione stimata dell'universo e il grande numero di pianeti in esso sono un ingrediente indispensabile per aumentare la probabilità di sviluppo della vita intelligente da qualche parte.

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